Epilessia-e-convulsioni-nel-cane

Epilessia e convulsioni nel cane

Il cervello è un organo incredibilmente complesso e tra le varie funzioni che svolge c’è quella di coordinare i movimenti volontari (e involontari) del nostro corpo per mezzo di organizzate emissioni di impulsi elettrici che passano attraverso il midollo spinale e i nervi periferici per arrivare ai muscoli.

In determinate condizioni si possono verificare delle alterazioni di questa attività elettrica che portano a delle disfunzioni transitorie di entità variabile che prendono il nome di crisi convulsive, queste possono essere differenziate a seconda dei fattori presi in considerazione tra

  • Focali (la crisi ha origine da un solo emisfero del cervello)
  • Generalizzate (l’origine della crisi coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali)

Oppure

  • Motorie (si manifestano con contrazioni muscolari non controllato di vario tipo)
  • Non motorie (non sono presenti contrazioni muscolari anomale)

E ancora

  • Consapevoli ( solo in caso di crisi focale, in cui il soggetto è cosciente di cosa gli succede e la crisi interessa solo la parte governata dall’area del cervello da cui origina, possono evolvere in forme generalizzate e non consapevoli)
  • Non consapevoli (il soggetto perde conoscenza e non è consapevole di cosa gli accade)




Cause

Tra le innumerevoli cause di crisi convulsiva possiamo trovare

  • Idiopatiche
  • Infiammatorio-infettive
  • Tumorali
  • Cardio-vascolari
  • Disfunzioni metaboliche (renali, epatiche, pancreatiche per citarne alcune)
  • Tossiche (endogene e esogene)

La maggior parte di queste problematiche possono comportare singole crisi convulsive ma, nel caso in cui si dovessero ripetere nel tempo, si parlerà di epilessia primaria (o idiopatica) o di epilessia secondaria (quando è causata da un’origine nota).

Epilessia idiopatica

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Si tratta di una patologia primaria caratterizzata da crisi convulsive ricorrenti in cui il cervello non presenta lesioni evidenziabili e non sono note le cause scatenanti, è stata ipotizzata una responsabilità genetica a trasmissione familiare con una certa predisposizioni in diverse razze ma al momento l’esatto meccanismo fisiopatologico deve essere ancora dimostrato.

Predisposizione di razza

Tra le razze identificate ci sono  Boxer, Beagle, Border Collie, Bassotto, Pastore Tedesco, Golden Retriever, Setter Irlandese, San Bernardo, Labrador Retriever, Welsh Corgi, Siberian Husky, Springer Spaniel, Cocker Spaniel e altre ancora.

Età media

Generalmente si manifesta tra i 6 mesi e i 5 anni

Predominanza di sesso

Maschile

Sintomatologia

Le crisi sono di tipo generalizzato (bilaterali), di varia entità e possono essere divise in

  • Crisi di assenza (dette anche piccolo male), sono più frequenti nei soggetti giovani e sono caratterizzate da una repentina e breve perdita di coscienza (pochi secondi) che può essere semplice o complicata da contrazioni muscolare di varia natura. Generalmente si manifestano come un improvviso arresto con sguardo perso nel vuoto.
  • Crisi toniche, si manifestano con un irrigidimento della muscolatura assiale che spesso porta a rovesciarsi sul fianco.
  • Crisi miocloniche, generalmente comportano contrazioni ripetute degli arti.
  • Crisi atoniche, comportano la perdita improvvisa di tono muscolare del soggetto che si accascia al suolo.
  • Crisi tonico-cloniche (dette anche grande male), caratterizzate da una prima fase di irrigidimento di tutto il corpo seguita da una serie di contrazioni cloniche molto ampie che portano allo scuotimento di tutto il corpo, superato questo momento può presentarsi una fase post accessuale con rilascio di urina e più raramente di feci. Ovviamente in questa situazione il paziente si riverserà al suolo privo di conoscenza e l’intera crisi può durare da pochi secondi fino a qualche minuto (oltre i 4 minuti possono comparire delle complicanze che mettono a repentaglio la vita del soggetto).

Nella maggior parte dei casi le crisi avvengono quando l’animale è a riposo ma, in certe occasioni è possibile osservare un fenomeno particolare per cui il vostro cane sperimenterà l’esperienza della cosiddetta aura pre-convulsiva che può precedere l’attacco di alcuni minuti fino anche a qualche ora durante le quali si sentirà insicuro o spaventato e potrebbe manifestarsi con una ricerca spasmodica della vicinanza del proprietario così come potrebbe dimostrarsi inspiegabilmente aggressivo e desideroso di isolamento. Oltre alle alterazioni comportamentali si possono presentare segni scarsamente riconoscibili come spasmi facciali o dei muscoli pellicciai.

Al termine della crisi il povero quadrupede si potrebbe dimostrare spaesato, spossato e con uno stato di coscienza alterata durante la quale vagherà privo di meta , sono frequenti anche una sete e un appetito fuori dal comune e alterazioni del comportamento fino alla totale ripresa che avviene in tempi variabili e che potrebbe richiedere fino a due giorni.

La frequenza con cui gli attacchi si presentano tende ad aumentare e se non si provvede a porre sotto trattamento il malato potrebbe evolvere in crisi parossistiche o a grappolo fino a portare ad uno stato epilettico in cui le crisi possono durare diversi minuti e tra una e l’altra non avviene la ripresa di coscienza, questo è da considerarsi uno stato di urgenza medica poiché se non si provvede a interrompere farmacologicamente questa catena di eventi, la naturale evoluzione potrebbe essere la morte del soggetto.

Diagnosi

L’identificazione dell’epilessia idiopatica avviene per esclusione di altre cause riscontrabili per mezzo di analisi del sangue, ecografia, TAC, RM e altre ancora, in umana un esame utilizzatissimo è l’EEG che purtroppo quando si tratta di cani è quasi impossibile da realizzare, un aiuto importante per il veterinario può essere quello di registrare un video delle crisi poiché, nella maggior parte dei casi, una volta arrivati in clinica, il paziente non manifesterà più alcun sintomo riscontrabile durante la visita clinica.

Terapia

Il trattamento è di tipo farmacologico e deve essere protratto per l’intera durata della vita del malato. La scelta dei farmaci e del loro dosaggio dipenderà dalla tipologia di crisi e dalla loro frequenza, inoltre dovrà essere adeguata basandosi sui tassi ematici dei farmaci stessi e sulla risposta del soggetto. L’obbiettivo sarà quello di ottenere la dose minima efficace dato che l’evolvere della patologia potrebbe richiedere ripetuti aumenti dei dosaggi fino a raggiungere un livello massimo oltre il quale i farmaci stessi diventerebbero tossici.



Epilessia secondaria o sintomatica

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Si tratta di una serie di crisi convulsive causate da una patologia sottostante che danneggia il cervello portando a questo tipo di evoluzione. Le due differenze fondamentali con l’epilessia primaria consistono nel fatto che, questa forma ha origine da una patologia rintracciabile tramite vari esami diagnostici e nel momento in cui la causa scatenante fosse curata, anche la forma epilettica regredirebbe.

Le forme patologiche all’origine di questa malattia possono essere tantissime:

  • Il malfunzionamento di organi come fegato e rene, che hanno lo scopo di eliminare sostanze tossiche per l’organismo filtrandole o metabolizzandole, porterebbe ad un accumulo di tali sostanze e tra i vari danni che possono recare ci sono quelli al cervello.
  • In caso di diabete mal gestito, il soggetto potrebbe andare regolarmente incontro a crisi ipoglicemiche che spesso trovano un apice in crisi convulsive.
  • Patologie cardio-circolatorie o respiratorie possono causare un ridotto apporto di ossigeno al cervello, l’ipossia cerebrale è facilmente causa di convulsioni.
  • Infezioni virali o batteriche che possono aggredire direttamente il sistema nervoso centrale o tramite la liberazione in circolo di sostanze in grado di causare shock sistemico con il relativo crollo della pressione sanguigna, o anche solo causando febbri molto alte.
  • Tumori sia intracranici con interessamento diretto del tessuto cerebrale, che extracranici con ripercussioni sistemiche che possono danneggiare il cervello o alterarne il funzionamento.
  • Anomalie congenite spesso manifeste sin dai primi mesi di vita come idrocefalo o shunt porto-sistemico.

Queste sono solo alcune delle cause possibili, in generale qualunque patologia con ripercussioni sul sistema nervoso può dare origine a epilessia secondaria.



Predisposizione di razza

Nessuna

Età media

Non esiste un vero vincolo di età ma generalmente le cause congenite si manifestano prima dei 6 mesi, mentre quelle acquisite in genere insorgono in età avanzata e quindi oltre i 6-7 anni. Questo permette di avanzare un ipotesi sul possibile tipo di epilessia che stiamo affrontando anche solo dall’età di insorgenza.

Predisposizione di sesso

Nessuna

Sintomatologia

Come descritto in precedenza per la forma idiopatica, le crisi generalizzate possono manifestarsi, in una minore percentuale dei casi, anche con l’epilessia secondaria che però si presenta più frequentemente con delle crisi focali (monolaterali) a loro volta meno frequenti nella forma primaria.

Crisi focali semplici

La coscienza viene conservata , possono comparire spasmi muscolari localizzati soprattutto alla testa e zone periferiche del corpo e allucinazioni sensoriali (nell’uomo sono riportate allucinazioni visive, acustiche, olfattive e tattili).

Crisi focali complesse o discognitive

Queste crisi causano un’alterazione dello stato di consapevolezza del soggetto e, in alcuni casi, la completa perdita di coscienza. Il paziente appare confuso e può manifestare movimenti compulsivi degli arti, masticazione ripetitiva, movimenti in circolo e uno stato allucinatorio. Tutte le crisi focali possono rappresentare solo una fase iniziale che evolve poi in crisi generalizzate.

Conclusioni

In generale la tempestività con cui si procede all’identificazione e all’inizio della terapia di tutte le forme di epilessia è importante ai fini della preservazione della salute del proprio cane, la maggior parte delle indagini diagnostiche e delle terapie posso essere svolte ambulatorialmente ma in determinati casi potremmo essere indirizzati verso uno specialista in neurologia.

Per quanto assistere ad una crisi epilettica sia sempre un’esperienza terrificante, purtroppo non potremo fare molto per il nostro povero cucciolo per cui, a parte provvedere con cuscini e coperte per evitare che si procuri traumi fisici sbattendo sul pavimento o altrove, non potete far altro che attendere la fine della crisi e soprattutto non mettetegli mai le mani in bocca (non ingoiano la lingua come gli esseri umani), se vedete del sangue è possibile che si sia morso la lingua ma non è grave, voi invece rischiate di farvi mordere involontariamente. Solo se vi è stato indicato dal vostro veterinario è possibile utilizzare la somministrazione per via rettale di alcuni farmaci allo scopo di interrompere crisi troppo lunghe e pericolose.



Domande più frequenti

🐶 Quanto può durare una crisi epilettica?

La durata della crisi dipende da moltissimi fattori e può variare da pochi secondi (che a voi sembreranno infiniti) ad alcuni minuti. Maggiore sarà la durata della crisi, maggiore sarà il rischio di danni gravi e permanenti per la salute del vostro cane.

🐶 Che cosa succede se non si cura l’epilessia?

L’epilessia idiopatica è una patologia in continua evoluzione e se non si provvede a contenerla farmacologicamente, progredirà fino ad uno stato epilettico in cui il malato non riprende coscienza tra una crisi e la successiva ed esiste un concreto rischio di morte. Per quanto riguarda l’epilessia secondaria dipende da quale sia la causa scatenante.

🐶 Quando vengono le crisi epilettiche?

Qualsiasi patologia, condizione genetica o trauma possa modificare il normale funzionamento del cervello è potenzialmente origine di crisi convulsiva.

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