Gastroenterite-nel-cane

Gastroenterite nel cane: sintomi, diagnosi e cura

Con questo termine si  indica una patologia infiammatoria a carico del tubo digerente e in particolare di stomaco e intestino, dei quali interessa le diverse strutture e, in base all’eziologia e alla evoluzione,  può  coinvolgere altri organi, inoltre la malattia può presentarsi con diverse forme, sintomi, evoluzioni e possibilità di guarigione.

Eziologia

Tra le possibili cause possiamo trovare

  • Virus
  • Batteri
  • Parassiti
  • Fattori alimentari
  • Fattori genetici
  • Forme idiopatiche
  • Forme immunomediate

A seconda dell’origine e dell’evoluzione possiamo distinguere

  • Gastroenterite virale
  • Gastroenterite emorragica
  • Gastroenterite eosinofilica
  • Gastroenterite linfo-plasmocitaria




Gastroenterite virale

Gastroenterite-virale

Le forme virali principalmente riconosciute all’origine della gastroenterite nel cane sono il Cimurro e la Parvovirosi, si tratta di virus appartenenti a famiglie diverse e con diverse vie di contagio (il Cimurro per via respiratoria e il Parvo principalmente per via orale) e nonostante questo hanno diversi punti in comune.

Entrambi gli agenti patogeni una volta entrati nell’organismo si spostano all’interno dei linfonodi e, in seguito, di tutto il sistema linfatico dove svolge la sua replicazione per poi spostarsi nei tessuti bersaglio che in entrambi i casi coinvolgono l’apparato gastro-intestinale.

Dopo una prima fase sistemica con sintomi come abbattimento, febbre e disoressia, cominciano ad apparire i primi segni dell’interessamento di stomaco e intestino e cioè vomito e diarrea spesso con presenza di sangue.

Anche se con tempistiche leggermente diverse, entrambe le malattie sono estremamente pericolose e potenzialmente mortali, soprattutto nei cuccioli. La pratica della vaccinazione ha ridotto negli anni l’incidenza di queste malattie dato che il colostro delle madri immunizzate è in grado di prevenire l’infezione e, una volta vicini alla fine dello svezzamento, è possibile eseguire una vaccinazione precoce mirata proprio a queste due patologie (una vaccinazione più estesa a quella età non avrebbe molto senso).

I soggetti più esposti all’infezione di entrambi i virus sono i giovani tra le 6 e le 16 settimane che si trovano in canili, allevamenti, colonie o comunque a contatto con numerosi appartenenti alla propria specie potenzialmente vettori di malattia.

Una volta comparsi i sintomi gastro-intestinali, nei soggetti più giovani è fondamentale il tempismo con cui si interviene, il veterinario potrà effettuare diversi esami per cercare di identificare l’origine del problema ma, data l’età del paziente e la gravità della situazione, come prima cosa imposterà una terapia sintomatica in modo da contenere l’evoluzione della patologia e i danni che potrebbe causare.



Gastroenterite linfo-plasmocitaria

Si tratta di una infiammazione intestinale a evoluzione cronica dovuta all’infiltrazione di linfociti e plasmacellule nei vari strati della mucosa e sottomucosa di stomaco e intestino. All’origine di questa malattia c’è una alterata reazione del sistema immunitario agli stimoli ambientali, la continua esposizione agli allergeni responsabili alimenta l’infiammazione determinando la comparsa della patologia.

Raramente viene interessato il solo apparato gastro-intestinale, trattandosi di una forma immunomediata, in genere, vengono coinvolti anche occhi, cute, ghiandole esocrine e tessuto ematopoietico con sintomi aspecifici su base infiammatoria che coinvolgono questi tessuti.

Alla base di questa patologia multifattoriale sono stati identificati come possibili cause

  • Fattori infettivi (infezioni batteriche o protozoarie)
  • Fattori alimentari (allergeni presenti nella dieta come specifiche proteine o additivi alimentari come conservanti e coloranti)
  • Fattori genetici (predisposizioni di razza o ereditari di tipo familiare)

A scopo diagnostico non esiste un esame specifico per identificare questa patologia anche se un’istologia del tessuto intestinale potrebbe essere piuttosto indicativa. In genere ci si avvicina alla diagnosi tramite una valutazione della condizione generale e dei sintomi oltre che dell’insieme di esami ematici eseguiti per  ottenere il maggior numero possibile di informazioni utili e per escludere altre possibili cause.

Oltre alle terapia di tipo sintomatico comuni alle altre forme, in questo caso ricoprono un ruolo molto importante l’uso di diete ipoallergeniche e l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori ad azione immunomodulatrice.



Gastroenterite eosinofilica

Si tratta di una forma infiammatoria per molti versi simile alla precedente anche se meno frequente. In questo caso l’infiltrazione della lamina propria dell’intestino e dello stomaco avviene per mezzo di una specifica linea cellulare del sistema immunitario (gli eosinofili) e le cause sono grosso modo sovrapponibili a quelle della forma linfo-plasmocitaria, di particolare possiamo trovare un’origine idiopatica, una parassitaria e una legata a mastocitosi sistemica e a granuloma eosinofilico oltre alle già citate infettive e allergiche.

Anche in questo caso la diagnostica effettuata per mezzo di svariati esami dall’emocromocitometrico all’ecografia, la radiografia  e aspirati midollari, ha lo scopo di eliminare altre possibilità al fine di identificare la più probabile origine e tra i vari esami, quello bioptico della mucosa gastro-intestinale rimane quello più indicativo.

Trattandosi di una forma immuno-reattiva, pur non essendo sempre l’alimentazione la causa principale, nel trattamento è sempre preferibile inserire una dieta ipoallergenica che sebbene non sempre possa essere risolutiva, sicuramente permette di alleggerire l’eventuale carico allergenico a carico della mucosa digerente, aiutando nel processo di guarigione.



Gastroenterite emorragica nel cane

Gastroenterite

Si tratta di una forma clinica unica a eziologia sconosciuta nonostante sia stata ipotizzata un’origine autoimmunitaria  rivolta contro la mucosa stessa dell’intestino che da sfogo  ad una manifestazione iperacuta con perdita di struttura che comporta il riversamento di sangue e liquidi all’interno del lume intestinale con comparsa improvvisa di una violenta diarrea emorragica.

La perdita di integrità della barriera intestinale oltre a permettere il passaggio di materiale all’interno del lume, consente anche la migrazione dei batteri fecali nel flusso ematico con conseguente shock settico o endotossico.

Prima del manifestarsi della patologia i soggetti affetti non manifestano alcun problema di salute e come primi sintomi presentano abbattimento e vomito per esplodere in violentissimi attacchi diarroici. La perdita improvvisa di sangue, liquidi ed elettroliti porta regolarmente a disidratazione e grave prostrazione, raramente è presente febbre e anzi più comunemente il paziente si presenta ipotermico.

La diagnosi avviene per esclusione dopo aver valutato una serie di esami per ricercare eventuali cause conosciute che risulteranno negativi (ricerca di parassiti, test Giardia, test Elisa per il parvovirus, sierologici alla ricerca di alterazioni linfocitarie etc..).

Data la rapidità dell’insorgenza e della evoluzione della patologia, di solito viene raccomandata l’ospedalizzazione del soggetto che deve essere sottoposto tempestivamente a fleboclisi per recuperare il volume di liquidi e minerali persi e, nel caso l’emorragia sia stata eccessiva, può rendersi necessaria un’emotrasfusione; l’origine infiammatoria del fenomeno e il possibile coinvolgimento di una o più popolazioni batteriche nella genesi del problema, è consigliato l’uso di antibiotici e antiinfiammatori steroidei.



Trattamento e prevenzione

Ognuna delle forme di gastroenterite sopracitate ha in comune con le altre la perdita di liquidi a causa del vomito e della diarrea e un processo infiammatorio di varia entità a carico della mucosa gastrointestinale, questo fa sì che alla base di ogni trattamento mirato ci sia una componente sintomatica che consiste nel cercare di fermare o contenere l’ulteriore perdita di liquidi e la reintegrazione degli stessi oltre che il trattamento antiinfiammatorio per arrestare il progredire della patologia e quello antibiotico per eliminare il possibile coinvolgimento di batteri.

La dieta riveste inoltre un ruolo molto importante richiedendo, a seconda della manifestazione e dell’origine, un iniziale periodo di digiuno per poi progredire con alimentazioni mirate, da quelle ipoallergeniche a quelle a basso tenore di fibra e lipidi.

Chiaramente nel caso in cui sia stato identificato uno specifico agente patogeno tra le cause della gastroenterite, sarà inserire nel piano terapeutico anche l’utilizzo di un farmaco specifico oltre a tutti gli eventuali aggiustamenti necessari per personalizzare la cura in base al caso specifico.

Ad eccezione del Cimurro e del Parvovirus, il cui rischio di infezione è controllabile per mezzo del vaccino, non esistono prevenzioni di tipo specifico, in particolar modo per la forma emorragica in cui i soggetti risultano essere perfettamente sani fino all’improvvisa insorgenza di una sintomatologia rapida e violenta. Sicuramente data il frequente coinvolgimento della dieta e di alcuni parassiti intestinali in queste forme, mantenere un regime alimentare adeguato ed effettuare regolari trattamenti antiparassitari può essere di aiuto.

Considerazioni finali

Ponete sempre attenzione alla qualità dell’alimento che somministrate al vostro cane poiché, seppur non sempre possa essere causa di forme patologiche, una dieta scorretta o di scarsa qualità porterà regolarmente a forme carenziali e ad affezioni dell’apparato digerente.

Non tutte le gastroenteriti si manifestano con una sintomatologia aggressiva , non per questo alla prima cacca non formata che vedremo produrre dal nostro amico a quattro zampe dovremo correre dal medico ma, se dovessimo notare una certa regolarità nel presentarsi  di vomito e diarrea, sarà meglio rivolgerci al nostro veterinario di fiducia per effettuare una visita di controllo e magari un esame delle feci.

Domande frequenti

🐕 Quanto dura la gastroenterite nel cane?

Dipende dalla forma di cui si parla, quelle più rapide e aggressive possono risolversi (con la guarigione ma anche con la morte del soggetto) in pochi giorni lasciando pochi strascichi nei pazienti guariti, mentre quelle a più lento sviluppo con tendenza alla cronicizzazione possono durare mesi o anche anni.

🐕 Quanto è grave la gastroenterite nel cane?

Anche qui tutto dipende dalla tipologia di malattia di cui ci occupiamo, dallo stato di partenza in cui si trova il paziente (gli effetti sono più gravi nel cane anziano e nel cucciolo) e dalla tempestività e l’adeguatezza delle cure somministrate. Il risultato può variare da una rapida guarigione senza alcun segno residuo e nessuna recidiva via via peggiorando fino alla morte.

🐕 Quanto costa il vaccino per la gastroenterite?

Per vaccino della gastroenterite si intende quello per il Cimurro e il Parvovirus e generalmente dipende dalla zona geografica in cui ci troviamo, in media può variare dai 30 ai 50 euro inclusivi di visita clinica.

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