verso del coniglio

Da piccoli a scuola ci insegnavano i versi dei vari animali, dal barrito dell’elefante, passando allo starnazzare delle oche, fino ad arrivare al raglio dell’asino…ci spiegavano che ogni specie ha un suo particolare modo di comunicare con i propri simili, sennò come farebbero a capirsi tra loro?

“E il coccodrillo…e il coccodrillo come fa?” citando una famosa canzone dello Zecchino d’oro del 1993, ma nel nostro caso ci chiederemo “e il coniglio…e il coniglio come fa?”.

I conigli non si può dire che emettano un verso vero e proprio, sono degli animali piuttosto silenziosi, non sono dei gran chiacchieroni, ma ciò non significa che non sappiano farsi capire.

Il loro linguaggio è più che altro mimico, non basato su versi o vocalizzi, bensì è più sottile, è basato su vari atteggiamenti che dovrete imparare a riconoscere.

Quindi voi vi chiederete “come faccio a capire cosa vuole dirmi il mio coniglio?”.

Osservazione

Semplice, osservandolo.

Io per esempio passo delle ore a osservare i miei conigli, non posso reputarmi un’esperta infallibile, ma oramai so distinguere le varie espressioni, a volte anche solo da come tengono le orecchie.

Un coniglio rilassato e a proprio agio nell’ambiente in cui si trova lo si riconosce subito: si muove spavaldo dappertutto, bighellona per tutta casa annusando ogni angolo o ogni sacchetto che viene poggiata per terra (meglio ancora se è quella della spesa con dentro del sedano fresco) e resta sdraiato.

Le orecchie e il codino solo rilassati e non in tensione, lo sguardo è vispo e curioso, il linguaggio del corpo trasmette insomma tranquillità e serenità.

Non farà altro che starsene spaparanzato in ogni posto gli capiti a tiro, con la zampotte dietro abbandonate a mo’ di rana e il nasino si muoverà in maniera lenta e ritmica.

Ora provate a fare rumore o a muovere il sacchetto del pellet.

Assisterete a una vera a propria trasformazione: il naso inizierà a muoversi velocemente, per annusare meglio, le orecchie si rizzano magicamente sull’attenti, si fanno belle dritte e tese, vi staranno letteralmente tra i piedi rischiando di farvi inciampare e si metteranno belli dritti sulle zampe posteriori, a mo’ di omino, come i suricati, per vedere meglio cosa sta succedendo.

O per elemosinare un po’ di cibo…furbetti.

Lasciatemi un po’ in pace

Il linguaggio del coniglio

Invece, se il rumore dovesse essere troppo forte potreste sentire un sonoro “Bum” seguito da una folle corsa verso un riparo sicuro.

Infatti quando si spaventano o sono infastiditi da qualcosa o anche da qualcuno, si voltano di scatto e sbattono le zampe posteriori rumorosamente per terra per farvi capire che c’è qualcosa che li ha spaventati o che le vostre attenzioni non sono più gradite.

Saltelli Pazzi o “Binkies”

Quando al contrario sono felici diventano dei salterini provetti, si dilettano in acrobazie degne degli artisti del Cirque du Soleil.

Corse folli coronate da salti, scuotimento delle orecchie, movimento scoordinato delle zampe, contorsione del corpo prima a destra e poi a sinistra.

Tranquilli, il vostro coniglio non è pazzo, è semplicemente molto contento. Questi saltelli infatti sono il segno inequivocabile di estrema felicità, benessere e gioia.

Capita a volte che scodinzolino perfino.

Ovviamente non è così evidente come lo scodinzolio di un cane, è più delicato e leggero, però si può notare il pon pon muoversi a ritmo.

I conigli fanno le fusa

verso del coniglio

E se vi dicessi che i conigli fanno le fusa come i gatti?

Ebbene sì, anche i nostri amici lapini non disdegnano affatto le coccole, i grattini sotto al mento o i massaggi, tutt’altro…

Il “segno” di questo godimento sono appunto le fusa, ovvero il rumore dovuto dallo sfregamento dei denti, come se stessero macinando qualcosa.

Attenzione però, a volte questi continui macinamenti posso anche essere il segnale di malessere o di dolore.

In questo caso dovete contestualizzare la situazione in cui avvengono.

Se siete per esempio sul divano in un’uggiosa giornata di ottobre e il vostro coniglio fa i “macinini” mentre lo state massaggiando non preoccupatevi, è il suo modo per farvi capire che apprezza ciò che state facendo e che non dovete smettere, vi darà una lauta mancia alla fine, non temete.

Se invece vi accorgete che fa le fusa mentre se ne sta rintanato sotto la credenza della cucina senza che lo stiate toccando beh… in questo caso è un chiaro segnale di indisposizione e dovete immediatamente chiamare il vostro veterinario esperto in esotici di fiducia.

Attori provetti

A volte fingono perfino di essere morti.

Se siete stati così bravi da instaurare un rapporto di fiducia incondizionato con il vostro coniglio e se l’ambiente in cui vive è sereno e armonioso non vi sarà affatto strano vedere il vostro amico riverso su un fianco, le zampe per aria e gli occhi chiusi.

Anche se a primo impatto vi verrà una sincope e vorrete andare a scuoterlo energicamente per assicurarvi che sia vivo, non fatelo.

Questi momenti sono le rare volte in cui i conigli dormono profondamente, sanno che dove si trovano non potrà mai capitargli nulla di male e si abbandonano completamente a questo sonno profondo.

I conigli infatti, essendo prede, fanno molti sonnellini durante la giornata ma sono sempre costantemente in dormiveglia, pronti a scattare al minimo segnale di pericolo.

Quindi questo “coma profondo” che li coglie all’improvviso, spesso dopo aver “sfloppato” (cioè quando si fanno cadere di colpo su un fianco), è il loro modo per farvi sapere che si fidano di voi e che siete loro amici, così come quando vi voltano le spalle.

Pensateci, se voi aveste paura di qualcuno e non vi fidaste, vi voltereste mai dando le spalle al vostro

“nemico”?

Non credo proprio.

I conigli fanno lo stesso: se si fidano di voi, vi si sdraieranno difronte dandovi il pon pon, completamente tranquilli e pacifici.

Sei mio

Un altro atteggiamento comune tra i lapini è quello dello sfregamento del mento sulle superfici che considerano di loro proprietà, noi umani compresi.

Lo fanno per marcare un oggetto piuttosto che una persona; sotto il mento infatti hanno una ghiandola (la “ghiandola di Jacobson”) che secerne dei feromoni utili sia per marcare tutto ciò che considerano di loro proprietà sia per comunicare agli altri conigli informazioni personali come età, sesso, stato di salute.

È un comportamento che hanno nei confronti anche di noi persone, come dicevo prima, non è raro infatti che si sfreghino sulle nostre mani, sulle dita o perfino sui capelli, il tutto magari completato anche da un’accurata leccatina.

In questo caso ci fanno capire che facciamo parte del loro gruppo, non siamo estranei ma siamo di famiglia.

Queste leccatine però non vengono rivolte solo a noi ma anche e specialmente ai loro simili; chi ha una coppia di conigli (o comunque più di un coniglio) si accorgerà presto di quanto spesso si lecchino tra loro. Farsi “grooming” reciproco è il mezzo che utilizzano per dimostrare il forte legame affettivo che si è instaurato tra loro.

Sarà veramente piacevole stare a guardarli mentre si lisciano il pelo a vicenda.

Il ringhio

Non lasciatevi ingannare dall’aspetto innocente e morbidoso dei conigli, a volte si possono trasformare in piccole macchine da guerra pronte ad attaccare.

Capita anche a loro di avere delle giornate no, specialmente quando il loro territorio viene invaso da un nemico; in questo caso il pon pon si alza e partono all’attacco ringhiando… e lì sì che bisogna scappare.

Il corteggiamento

Un suono che emette spesso il coniglio  è una specie di “Guu Guu”. Un suono di tipo gutturale, spesso associato a comportamenti di monta frequentemente abbinato al “circling”, quando il coniglio gira attorno alle vostre gambe formando un 8. È tipico dei conigli non sterilizzati che hanno raggiunto la maturità sessuale e che stanno cercando di corteggiarvi, di sedurvi.

In questo caso rivolgetevi al vostro veterinario esperto in esotici di fiducia per programmare la sterilizzazione.

Il malessere

Una domanda frequente che viene rivolta a noi volontari di Mondo Carota è: “Ma se il coniglio non guaisce, non si lamenta, come fate a capire se sta male?

La nostra risposta: sempre attraverso l’osservazione e la conoscenza del vostro animale.

Non riuscirete a capire se il coniglio sente dolore come invece fareste con un gatto, che miagolerà esprimendo il male in tono vocale chiaro e distinguibile. Con il coniglio vi accorgerete del cambiamento repentino delle sue abitudini, ad esempio quando non lo vedrete corrervi in contro felice appena rincasate, se lo vedrete stare rintanato tutto il tempo nel suo nascondiglio “segreto”, se inizierà a rifiutare il suo cibo preferito. Cambiamenti che possono sembrare quasi impercettibili per chi non è abituato a comunicare con il proprio coniglio ma che sono fondamentali per salvargli la vita.

E se per caso li sentite urlare…correte dal veterinario.

L’urlo del coniglio può significare solamente due cose: o uno stato allarmante di paura per qualcosa, o precede il decesso. È un suono agghiacciante, penetrante e non è mai un buon segno, tutt’altro.

Come si suol dire: “a buon intenditore…poche parole”.

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